Quando Webflow è la scelta giusta (e quando no)
Webflow viene spesso descritto come “il futuro del web design”.
Per alcuni è uno strumento rivoluzionario, per altri è inutilmente complesso.
La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
Webflow è uno strumento molto potente, ma non è la soluzione giusta per ogni progetto.
Il problema nasce quando viene scelto per moda, o scartato senza averne compreso davvero il ruolo.
In questo articolo voglio spiegare quando Webflow ha senso, quando può diventare un limite e perché la scelta dello strumento dovrebbe sempre partire dal progetto, non dal tool.
Webflow non è un CMS “per tutti”
La prima cosa da chiarire è che Webflow non nasce per semplificare tutto.
Nasce per dare controllo.
Controllo su:
- struttura delle pagine
- layout
- gerarchie visive
- comportamento responsive
- performance
Questo lo rende molto potente, ma anche meno immediato rispetto ad altre soluzioni più “chiavi in mano”.
Quando Webflow è una scelta sensata
Ci sono contesti in cui Webflow funziona particolarmente bene, perché risponde a esigenze precise.
Webflow ha molto senso quando:
- il sito è un asset centrale del business
- il design e la struttura contano davvero
- serve flessibilità sui contenuti
- si vuole un sito veloce e pulito
- non si vuole dipendere da plugin esterni
- il progetto deve crescere nel tempo senza diventare fragile
In questi casi, Webflow permette di costruire una base solida e duratura.
Il valore del controllo (e perché non è per tutti)
Uno dei grandi punti di forza di Webflow è anche uno dei motivi per cui non è adatto a tutti.
Webflow richiede:
- progettazione
- metodo
- attenzione alla struttura
- una certa consapevolezza tecnica
Non è uno strumento “click and go”.
E questo è un bene, se il progetto lo richiede.
Ma se l’obiettivo è avere un sito il più velocemente possibile, con poche decisioni da prendere, Webflow potrebbe non essere la scelta ideale.
Webflow e contenuti: un rapporto diverso
A differenza di molti CMS tradizionali, Webflow spinge a pensare ai contenuti prima della pubblicazione.
Il CMS di Webflow funziona molto bene quando:
- la struttura è pensata in anticipo
- i contenuti seguono una logica chiara
- il sito non è un contenitore caotico
Questo approccio è perfetto per:
- blog editoriali
- siti di professionisti
- brand
- portfolio evoluti
Meno indicato, invece, per progetti in cui i contenuti cambiano struttura continuamente senza una direzione chiara.
Quando Webflow può non essere la scelta giusta
Ci sono casi in cui Webflow viene scelto per motivi sbagliati.
Ad esempio quando:
- il progetto è molto semplice e temporaneo
- serve solo una presenza online minima
- il cliente vuole gestire tutto senza supporto
- il budget è molto ridotto
- il focus è solo sulla pubblicazione rapida
In questi contesti, Webflow rischia di essere sovradimensionato.
Webflow non è (solo) uno strumento di design
Spesso Webflow viene percepito come uno strumento “da designer”.
In realtà il suo valore sta nel legame tra design, struttura e codice.
Webflow costringe a ragionare in modo più vicino a come funziona davvero il web:
- box
- gerarchie
- relazioni
- comportamenti responsive
Questo porta a siti:
- più coerenti
- più leggeri
- più manutenibili
Ma richiede anche più consapevolezza.
Costi e gestione nel tempo
Webflow ha costi chiari e prevedibili, ma vanno valutati nel contesto giusto.
Oltre al piano, entrano in gioco:
- progettazione iniziale
- struttura CMS
- manutenzione dei contenuti
- evoluzione del sito
Non è uno strumento “economico” in assoluto, ma è sostenibile se il sito ha un ruolo strategico.
Webflow come base, non come fine
Un errore comune è pensare che Webflow sia la soluzione a tutti i problemi di un sito.
In realtà è solo uno strumento.
Molto buono, ma pur sempre uno strumento.
Funziona davvero quando:
- il progetto è chiaro
- gli obiettivi sono definiti
- la struttura è pensata prima
- il sito è parte di una strategia più ampia
Senza questi elementi, anche Webflow diventa solo un bel contenitore.
Conclusione
Webflow è una scelta eccellente quando viene usato per ciò per cui è nato: dare controllo, struttura e solidità a un sito web.
Non è adatto a tutto e non dovrebbe esserlo.
Il suo valore emerge quando il sito è considerato un asset importante, non un accessorio.
Come sempre, la scelta giusta non è quella più diffusa, ma quella più coerente con il progetto.
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