Gli strumenti che uso davvero nel mio lavoro (e perché)
Gli strumenti che uso davvero nel mio lavoro (e perché)
Nel tempo ho provato moltissimi strumenti.
Alcuni perché sembravano indispensabili, altri perché consigliati ovunque, altri ancora perché “li usavano tutti”.
La maggior parte, però, non è rimasta a lungo nel mio flusso di lavoro.
Non perché fossero inutili, ma perché uno strumento ha senso solo se si integra bene nel modo in cui lavori, non se ti costringe a cambiare tutto il processo per adattarti a lui.
In questo articolo raccolgo gli strumenti che uso davvero oggi nel mio lavoro quotidiano, spiegando perché li uso e in che contesto hanno senso.
Non è una lista definitiva, né una classifica. È semplicemente il mio setup attuale.
Una premessa sugli strumenti
Gli strumenti non migliorano il lavoro da soli.
Possono però renderlo più chiaro, più veloce e più sostenibile nel tempo.
Se uno strumento:
- aggiunge complessità inutile
- crea più attrito di quanto ne risolva
- viene usato solo “perché va di moda”
di solito non dura molto.
Con questo criterio in mente, ecco quelli che fanno davvero parte del mio lavoro.
Progettazione e struttura
Prima ancora del design, c’è la fase in cui si ragiona su struttura, flussi e contenuti.
- Relume
Lo uso soprattutto all’inizio dei progetti, per definire la struttura delle pagine e dei contenuti. È utile quando serve velocizzare la fase di ragionamento senza partire da una tela bianca. - Carta e penna
Sembra banale, ma resta uno degli strumenti più efficaci per chiarire un’idea prima di renderla “definitiva”.
Realizzazione dei siti
Qui la scelta dello strumento incide molto sul risultato finale.
- Webflow
È lo strumento che uso per la maggior parte dei siti non e-commerce. Mi permette di avere controllo su design, struttura e performance, mantenendo il sito facile da gestire anche nel tempo. - Shopify
Quando il progetto è un e-commerce, Shopify è spesso la scelta più sensata. Non perché sia perfetto, ma perché risolve bene problemi concreti legati alla vendita online, alla gestione dei prodotti e agli ordini.
La cosa importante è sempre la stessa: lo strumento segue il progetto, non il contrario.
Supporto, contenuti e ragionamento
Alcuni strumenti non “fanno” il lavoro, ma aiutano a pensare meglio.
- ChatGPT
Lo uso come supporto per ragionare, riorganizzare idee, fare brainstorming o migliorare la chiarezza di alcuni testi. Non sostituisce il pensiero, ma lo accompagna. - Canva
Utile per materiali rapidi, presentazioni o contenuti semplici quando non serve aprire strumenti di design più complessi.
Organizzazione e produttività
Mantenere ordine nel lavoro è fondamentale, soprattutto da freelance.
- Todoist
È lo strumento che uso per gestire attività e priorità. Semplice, diretto, senza fronzoli. - L’app Bilance
La uso per tenere sotto controllo entrate e uscite. Non fa miracoli, ma aiuta ad avere una visione più chiara della situazione.
Comunicazione e marketing essenziale
Qui rientrano strumenti che servono a comunicare meglio, non a “fare marketing” in senso astratto.
- Brevo
Lo uso per newsletter e comunicazioni email quando serve un sistema più strutturato rispetto alla semplice email.
Parte fiscale, legale e tecnica
Sono strumenti meno “creativi”, ma fondamentali per lavorare serenamente.
- Fiscozen
Mi aiuta a gestire la parte fiscale senza dover pensare ogni volta a scadenze, burocrazia e complicazioni inutili. - Iubenda
Utile per la gestione di privacy, cookie e aspetti legali dei siti, soprattutto quando si lavora con clienti diversi. - IONOS
Lo uso per domini, email e alcuni servizi infrastrutturali. Non è il cuore del lavoro, ma fa parte della base.
Perché non uso mille strumenti
Ogni tanto qualcuno mi chiede quale tool uso per ogni singola cosa.
La risposta, spesso, è: nessuno.
Non tutto ha bisogno di uno strumento dedicato.
Aggiungerne troppi aumenta il rumore, non l’efficienza.
Preferisco pochi strumenti, usati bene e con continuità, piuttosto che uno stack enorme difficile da mantenere nel tempo.
Conclusione
Gli strumenti sono importanti, ma non sono mai il punto di partenza.
Prima vengono il metodo, il processo e le scelte progettuali. Solo dopo ha senso decidere quali tool usare.
Questa categoria nasce proprio per questo: parlare di strumenti nel contesto reale del lavoro, senza hype e senza promesse miracolose.
Nei prossimi articoli entrerò più nel dettaglio di alcuni di questi strumenti, spiegando quando hanno senso e quando no.
Potrebbero interessarti anche:

%201.png)
